La filariosi è una malattia veicolata dalle zanzare ed in particolare, secondo recenti studi, è la zanzara tigre la maggiore responsabile della diffusione della malattia. A seconda del parassita veicolato, la filariosi può presentare una forma cardiopolmonare (causato da Dirofilaria immitis) oppure cutanea (causato da Dirofilaria repens).
La forma più grave è la filariosi cardiopolmonare.
Le larve del parassita Dirofilaria immitis entrano nel sistema circolatorio e, una volta diventati vermi adulti (lunghi anche 15 cm), si insediano nelle vicinanze di cuore e polmoni, provocando disturbi cardiaci e respiratori. Crescono e si diffondono in maniera massiccia tanto che, se la malattia non viene diagnosticata e curata in tempo, può portare alla morte del nostro animale. I vermi adulti delle larve di Dirofilaria Repens, invece, vanno a localizzarsi nel sottocute, procurando danni decisamente minori.
La filariosi è una malattia piuttosto subdola in quanto inizialmente non dà alcun sintomo nel cane, poiché i vermi, annidati nell’animale prima di diventare adulti, ci mettono molto tempo prima di cominciare a recare danni all’organismo che li ospita. Questo costituisce un grosso svantaggio per poter diagnosticare la malattia in tempo, infatti molto spesso quando ci si accorge della presenza della filaria nel cane, ormai è troppo tardi per poterla combattere.
I sintomi più comuni sono prurito, noduli sottocutanei, stanchezza, tosse secca sotto sforzo, anemia, inappetenza, difficoltà respiratorie, edema polmonare, insufficienza cardiaca e qualche volta problemi neurologici.
Per testare la presenza della filaria l’unico mezzo è l’esame del sangue, da effettuare velocemente dal proprio veterinario. Ma vista la particolarità della malattia e la tempistica di incubazione, è utile ripeterlo ogni anno.
Possiamo suddividere i sintomi della filariosi in quattro “classi”:
- nella classe 1 il cane è in forma e ha un buon aspetto, solo gli esami del sangue possono rilevare la presenza della patologia, esami che saranno quindi positivi al test di ricerca degli antigeni della filaria.
- Nella classe 2 i vermi, cresciuti di dimensione rispetto alla classe 1, si sono annidati nel cuore e nelle arterie polmonari quindi si notano i primi sintomi nel cane come affaticamento, tosse (ma occasionale), difficoltà respiratoria sotto sforzo (quindi la si nota soprattutto nei cani che fanno attività fisica) e leggero dimagrimento.
- Arrivati alla classe 3 il livello della patologia è grave, i vermi sono talmente grossi e numerosi da debilitare seriamente l’animale che è visibilmente dimagrito e affaticato anche durante le attività più leggere, ha DISPNEA o tachipnea, tosse continua, anemia (poiché i vermi si nutrono dei globuli rossi) aumento del volume dell’addome, insufficienza cardiaca, emorragia dal naso, alterazioni polmonari, formazione di coaguli di sangue (trombi) dovute a frammenti di parassiti che ostruiscono i vasi sanguigni.
- Con la classe 4 si ha la morte del cane, dovuta alla “sindrome della vena cava”: i parassiti sono talmente cresciuti (sia di dimensioni che di numero) da risalire dall’atrio destro del cuore alla vena cava ostruendola.
PREVENZIONE
La prevenzione è la miglior cura! La filariosi, comunque, se presa in tempo, è una malattia dalla quale si guarisce, ma essendo la diagnosi spesso troppo tardiva, è meglio evitare del tutto che il cane la contragga.
Per fare ciò bisogna seguire una profilassi ben precisa, ovvero somministrare al cane antiparassitari per bocca o tramite iniezione e prima di fare ciò sottoporlo ad un test ematico apposito. Cosa molto importante da ricordare è che questi farmaci hanno effetto retroattivo, quindi si può evitare la somministrazione troppo precoce ma prolungarla fino al mese successivo alla scomparsa delle zanzare.
Esistono molti farmaci antiparassitari ad uso esterno, ormai quasi tutti sotto forma di SPOT- ON oltre al collare (Scalibor) ma la maggior parte non hanno effetto sulla zanzara che porta la filaria, tranne Advantix, Stronghold e Advocate® che però non difendono dai vermi.
Esiste un farmaco specifico per la filariosi (CARDOTEK 30®- CARDOTEK 30®PLUS) a base di ivermectina, che tra l’altro è molto gradito al cane perché sa di carne e agisce sulle forme larvali del parassita .
Altri farmaci per bocca sono: Interceptor ®Flavor e Milbemax®Cani a base di milbemicina ossima.
Esiste comunque anche il farmaco iniettabile ( GUARDIAN® ) a base di Moxidectin, che viene inoculato una volta all’anno e rilascia lentamente il principio attivo, ha anch’esso effetto retroattivo e può essere più comodo poiché non bisogna ricordarsi ogni mese di dare la tavoletta.
CURA
Se l’animale viene colpito da filariosi si può guarire solo se preso in tempo; esistono due tipi di terapie, dette “adulticide”, da seguire a seconda delle condizioni del cane e dello stadio della malattia.
Si utilizza la melarsomina nel caso il cane sia ancora in buone condizioni: si tratta di un farmaco derivato dall’arsenico che uccide i vermi adulti annidati nel cuore. E’ un farmaco che si somministra tramite due iniezioni a distanza di un giorno l’una dall’altra. Nel caso in cui ci sia rischio alto di complicazioni e le lesioni sono già abbastanza gravi si fa un’unica iniezione e si ripete la cura dopo un mese facendone altre due sempre ad intervallo di 24 h una dall’altra. Dopo questa cura il cane dovrà stare a riposo poiché bisogna permettere all’organismo di eliminare i parassiti morti .
La seconda terapia, più recente, associa invece un antibiotico ad un antiparassitario; è una terapia molto lunga ma anche meno pericolosa per il cane.
In entrambi i casi il cane guarito può comunque restare cardiopatico per tutta la vita a causa dei danni subiti al cuore.
21 - 22 Ottobre 2017 Presso Centro Cinofilo Funny Dog Cannara, provincia di Perugia a 20 minuti da Foligno, 10 minuti da Bastia e Assisi