Ancylostoma caninum è un parassita classificato nel Phylum Nemathelminthes, Classe Nematoda, Ordine Enoplida, Superfamiglia Strongyloidea, Famiglia Ancylostomatidae.
E' un nematode bursato biancastro munito di capsula buccale imbutiforme sul cui margine esterno ventrale sono inserite 2 placche ciascuna delle quali è fornita di 3 denticoli ricurvi ed appuntiti. Altri denticoli si reperiscono sul fondo della capsula buccale. 
Il ciclo biologico di A. caninum è diretto ed in condizioni ambientali favorevoli lo sviluppo da uovo a L3 dura 5 giorni. Quando le uova di A. caninum sono emesse dalla femmina, sono già in fase di segmentazione (morula). Il processo di segmentazione richiede ossigeno che è presente in notevole quantità all’interno del parassita grazie al flusso di sangue dell’ospite che costantemente passa attraverso il suo intestino. Una volta nell’ambiente esterno, la morula si trasforma molto velocemente in larva di 1º stadio (L1) rabditoide che fuoriesce e ricerca nelle feci i batteri per alimentarsi; anche le larve di 2º stadio (L2), che si formano dopo la prima muta, si nutrono di batteri. La L2 subisce presto una muta e si trasforma nello stadio infestante L3 strongiloide o filariforme.
L3 possono penetrare nell’ospite attraverso:
- la cute (via percutanea): Le L3 penetrate per via percutanea, migrano al polmone e mutano in L4 in bronchi e trachea. In seguito, le L4 vengono deglutite, giungono all’intestino tenue e divengono L5 e poi adulti.
- mediante ingestione: Le L3 penetrate per via orale completano la loro muta finale nella parete del piccolo intestino e raggiungono la maturità nel lume di questo.
In determinate situazioni, le larve di A. caninum si arrestano al 3º stadio nei muscoli scheletrici e in altri tessuti (larve ipobiotiche). Le larve che si arrestano possono più tardi attivarsi e migrare nell’intestino per diventare adulti nello stesso cane o, nel caso di femmine che allattano, migrare verso le ghiandole mammarie e passare ai cuccioli. Le larve che si trovano nei tessuti rappresentano il più importante serbatoio di infestione nei confronti del quale non è facile intervenire con misure di profilassi.
Le uova compaiono nelle feci 2-3 settimane dopo l’infestione per via orale e 4-5 settimane dopo l’infestione per via cutanea.
Le L3 penetrate per via cutanea, nel corso della loro migrazione provocano eritemi pruriginosi e focolai infiammatori a livello del parenchima polmonare.
Dopo circa 2 settimane si manifestano i sintomi provocati dalla presenza dei parassiti adulti nell’intestino: sonnolenza, astenia, inappetenza, dimagrimento, diarrea e, spesso, epistassi intermittente. I parassiti adulti, ematofagi, esercitano un’azione traumatica sulla mucosa intestinale e ciascuno di essi può sottrarre circa 0.8 ml di sangue al giorno, provocando un’anemia marcata con sottrazione di sostanze nutritive e, soprattutto, di ferro (anemia sideropenica).
Sono colpiti soprattutto i cuccioli (frequente la trasmissione trans-mammaria) ed i cani da caccia.
Nei climi temperati, durante le stagioni più calde, il terreno inquinato è la fonte principale di infestione dei cani di tutte le età. Le larve in ipobiosi nei tessuti costituiscono la fonte di “reinfestione” per i cani che non hanno contatto con terreni contaminati e per i cuccioli nati da femmine parassitate.
Gli antiparassitari di maggior utilizzo per il controllo della infestione da ancilostomi nel cane sono antielmintici ad ampio spettro come pyrantel pamoato, dichlorvos, mebendazolo, fenbendazolo ed ivermectina. L’ancilostomosi acuta nei cuccioli in svezzamento ed in quelli di età superiore può essere ancora letale, ma di solito la terapia antielmintica risponde efficacemente. La disidratazione e lo squilibrio elettrolitico dovrebbero essere curati con una corretta terapia reidratante accoppiata al trattamento antielmintico.
21 - 22 Ottobre 2017 Presso Centro Cinofilo Funny Dog Cannara, provincia di Perugia a 20 minuti da Foligno, 10 minuti da Bastia e Assisi